Ricordando Caterina

Questo modesto sito web nasce con un semplice intento: ricordare la memoria di Caterina. Si tratta di un piccolo spazio che vuole essere un regalo alla sua memoria. Uno spazio semplice, adeguato a una persona che in vita ebbe un cuore grande, facendo del bene ai veri bisognosi.

venerdì, settembre 02, 2005

Ricordo.

Ricordo Caterina quando giunse a Roma dalla lontana Sicilia, trascinando con sé ricordi, affetti, mobili, vestiario, piatti, pentole e tutte le cose utili ed inutili che ognuno di noi, nel corso della propria esistenza, accumula, a volte, senza neanche accorgersene. Un camion della ditta “Sormani” aveva provveduto al trasloco dei mobili e, dietro le sue direttive, i responsabili scaricavano gli arredi che le avevano fatto compagnia per tanto tempo, collocandoli là dove ella voleva. Di spazio ce n’era abbastanza e, chissà, quante volte avrà rimpianto di aver venduto tutte quelle cose che a suo parere sembravano essere superflue e che, invece, avrebbero potuto trovare un’adeguata sistemazione! Si, da donna saggia qual’era, aveva creduto opportuno disfarsi di molti effetti personali vendendoli alle amiche più care del suo paese. Era orgogliosa di aver provveduto a far fronte alle spese del trasloco con il semplice ricavato di queste vendite speciali, a prezzi stracciati, come diceva lei! Aveva provveduto personalmente a confezionare pacchi più o meno grandi che, nel giro di pochi giorni, aveva disfatto ordinando tutto ciò che essi contenevano. Parte dell’arredamento lo avevamo completato insieme. Anzi, ricordo che mi aveva delegato per l’acquisto di un mobile e di uno specchio da collocare nell’ingresso principale di questa nuova abitazione. Era bello vederla all’opera, fiera del suo appartamento, della libertà conquistata dopo anni di duro lavoro, rinunce e sacrifici di ogni genere, sorretta da un orgoglio e dignità senza eguali. Ricordo quando il mobile da lei commissionatomi giunse a destinazione. Era felice come una bambina ed io raccolsi tutti i suoi complimenti e, lo feci a piene mani, considerata la sua riluttanza a sbilanciarsi in convenevoli. Aveva scoperto un grande centro commerciale vicino alla sua nuova dimora e, con la curiosità tipica di una donna vissuta per anni in un paesino, ne aveva fatto la sua meta preferita, un luogo dove trascorreva ore ed ore rincorrendo tutte le novità proposte nelle vetrine dei mille negozi! Ogni tanto si concedeva qualche regalo. Aveva acquistato tante di quelle cose inutili che al solo vederle sorridevamo! Fiori artificiali, portavasi dalle forme e dai colori più disparati, soprammobili e tutte le altre miriadi di oggetti che le sono state regalati via via nel corso degli anni. Era fiera della sua cucina colma di pentole di ogni misura, il forno era sempre acceso e pronto ad accogliere le pietanze più diversificate. Le mille pizze preparate hanno soddisfatto anche i palati più esigenti, per non parlare poi dei dolcetti e delle torte farcite regalate ai nipoti in occasione dei loro compleanni oppure agli ammalati della Clinica S.Lucia, ove prestava volontariato. Era instancabile, almeno così sembrava! Poi, la fine. Oggi, a distanza di quasi undici mesi dalla sua morte, ne ereditiamo il dolore ed il compito gravoso di dover rivisitare tutti i suoi effetti personali che, in un qualche modo, hanno fatto parte anche se indirettamente della nostra esistenza. Saltuariamente, mi reco insieme a mio marito in questa casa, per visionare e selezionare tutto ciò che riteniamo possa essere utilizzato da noi familiari e nipoti. Mi trovo a sfiorare i suoi oggetti con estrema cura, come avrà fatto lei chissà per quante volte. Giorni fa ho trovato in un armadio delle lenzuola e con il ricordo sono volata a Montalbano, il paese che ha visto riuniti lei e la famiglia per lunghi anni. Mi sono trovata nelle camere da letto, ho immaginato lei muoversi nelle stesse, impegnata al cambio della biancheria, con la fierezza tipica della mamma che provvede a riordinare i letti con lenzuola impregnate ancora dell’odore di un bucato appena raccolto e stirato. Gelosa delle sue cose, seguiva con occhio attento chiunque si muovesse nella sua casa, quasi temesse di essere derubata. Ora, invece, mi trovo a maneggiare le sue cose non vista! Altrove, assisterà a quest’opera di sgombero, ma, senza essere sospettosa, non fosse altro per il profondo rispetto con il quale mi accosto a tutto ciò che è appartenuto a lei. Non riesco ad immaginare questa casa senza la sua presenza. A poco a poco acquisterà un altro volto ed il suo profumo abbandonerà per sempre questo spazio, fino a svanire.
Ricordando Rina avremo sempre un sorriso da regalarle ed un grazie da rivolgerle per tutto ciò che ci ha donato con slancio e grande generosità.
Marilina

0 Comments:

Posta un commento

Nota. Solo i membri di questo blog possono postare un commento.

<< Home